Lazaret on the Shore

Bora Baboci

Uno streaming live della composizione sarà attivo ogni giorno dalle 6am alle 6pm. 
Questi gli orari delle letture: 7:30, 10:30, 13:30, 16:30.

www.ilfestivaldellapeste.com/2020/#/lazaret-on-the-shore


Quest’anno il Lazzaretto, grazie al contributo di Fondazione Cariplo e alla partnership con FARE e AIR – artinresidence, ha deciso di lanciare un progetto inedito di Residenze Artistiche Internazionali dedicato ad artisti stranieri e volto alla realizzazione di un progetto all’interno del Festival della Peste! 2020. Tra le 47 candidature arrivate da tutto il mondo, sono risultate vincitrici quelle di Bora Baboci (AL) e Myroslava Kuts (UKR).

Lazaret on the Shore è un luogo di quarantena parallelo, da qualche parte vicino all’acqua. Durante i due mesi di residenza, Bora Baboci ha scelto di trasformare un appartamento della città di Shkoder – scelto appositamente per il lavoro – in un atelier temporaneo d’artista, un vero e proprio tempio dedicato alla creazione. Nella stanza dedicata al lavoro all’interno del sito del Festival, sarà possibile accedere all’appartamento grazie ad una telecamera che ne riprenderà l’interno per tutta la durata dell’evento. Il livello superiore della casa è stato gradualmente trasformato in una composizione ispirata alle saline della costa del Mediterraneo. L’allestimento utilizza l’estetica di questi ambienti atrofizzati per evocare i processi di protezione, abbandono, rilascio e riflettere sugli stati d’animo legati al sentimento di estraneità. Una tavola da preghiera sotto forma di paravento, un trittico decorato da un intreccio di rose bianche, occupa il centro della composizione. A seconda di dove cade la luce sulla superficie del paravento, 4 volte al giorno l’artista leggerà queste geometrie floreali in un atto che assomiglia ad una preghiera.

 


BIO

Bora Baboci (1988) vive e lavora a Tirana, in Albania. Ha studiato design e critica dell’architettura presso le Università di Toronto e di Buenos Aires, e ha ottenuto un Master nello stesso ambito presso la Universitat Politècnica de Catalunya di Barcellona. Ispirata dalla cultura popolare e da quella urbana così come dal folklore, parallelamente ai suoi studi si dedica alle arti visive e performative. Dopo alcuni anni di esperienza presso studi di architettura e di ricerca, a partire dal 2015 lavora come ricercatrice e assistente accademica alla Technischen Universität di Berlino, concentrandosi sullo studio del public housing nel contesto delle migrazioni globali. Dal 2017 ha scelto di sviluppare il proprio lavoro in maniera indipendente unendo la ricerca sugli spazi alla pratica di visual e performing art.

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Questo articolo è stato scritto da Federico