Metodo

Il Lazzaretto vuole innescare processi di collaborazione e di contaminazione attraverso un metodo di “Ibridazione Generativa”, che consiste nel favorire l’incontro tra persone dotate di approcci, logiche, competenze e professionalità distanti ed eterogenee, al fine di stimolare un processo che possa condurre all’elaborazione di una progettualità interdisciplinare. Il metodo si propone di unire vari aspetti legati all’esperienza, spaziando tra i saperi, valorizzando le diverse competenze, mettendo in dialogo i campi di azione e allargando in questo modo la relazione e la collaborazione tra individui.

L’ibridazione viene nutrita mettendo in pratica quello che il Lazzaretto chiama ‘dubbio metodico’, allenando la capacità di porre domande non convenzionali per uscire dalle comfort zone e aprendosi allo stupore e all’incertezza.

Il modo in cui far radicare queste domande è attivando una forte relazione con il corpo. Le sperimentazioni fatte al Lazzaretto hanno come postura comune il superamento della separazione mente-corpo e la convinzione che il riconnettersi al “sentire” porti a una più autentica messa in discussione dei punti di vista.

Il Lazzaretto lavora ogni anno su un particolare filone tematico: un tema specifico, declinato nei diversi settori di attività, ma capace di accogliere sguardi e collaborazioni trasversali.
La tematica viene scelta all’interno di un momento dedicato: il Salotto, luogo di produzione di idee, in cui ogni persona è chiamata a portare il proprio contributo intellettuale e sentimentale. Qui vengono coinvolti i Pestiferi Onorari: artisti, esperte, intellettuali invitati e invitate a collaborare alla programmazione. A differenza della suggestione storica che il nome richiama, Il Salotto del Lazzaretto non è un luogo mentalmente comodo e confortevole, ma è uno spazio in cui continuare ad alimentare i diversi punti di vista e a mutare certezze.

L’indagine sul tema dell’anno prosegue attraverso i Virus!, workshop, laboratori, incontri all’interno dei quali è centrale la partecipazione attiva del pubblico. È prendendosi cura dell’esplorazione collettiva che la ricerca si amplifica, mantenendo in equilibrio la dimensione individuale e plurale e sfidando le abitudini.