Superliquidator
07 novembre 2025 / ore 20:00
performance nello spazio pubblico
Superliquidator è un composto di segni, di fluidi, accessori, capi, artefatti, saperi e pratiche che alterano il potere e donano potenza. È un tonico ricostituente estratto dalle incrinature di tutti quei corpi che non sono ammessi a farsi soggetto. I suoi getti ad altissima tecnologia permettono di passare, in autonomia e collettivamente, dalla produzione di un sé assoggettato ad una soggettivazione resistente.
Nell’indagine sul binomio Potere/Piacere, Sara Leghissa invita i passanti a interrogarsi sulla percezione del proprio corpo nello spazio pubblico e sui dispositivi e movimenti di autodifesa, attraverso un’affissione per lo spazio pubblico nella zona di Porta Venezia.
La zona è sempre più soggetta a episodi di aggressioni transfobiche e razziste, soprattutto dall’elezione del governo Meloni che legittima ogni forma di razzismo e di fascismo e reprime chi protesta. In risposta alla crescente violenza, il quartiere ha già visto attivarsi diverse mobilitazioni, anche nella forma di passeggiate queer, trans, antirazziste e antifasciste organizzate dalla rete Liber_ di Transitare Tra Generi e Confini.
Insieme a Vita Ferrara, amica e attivista che vive il quartiere ed è parte militante di questa rete, Sara Leghissa indaga il tema dell’auto-difesa a partire dal libro Difendersi di Elsa Dorlin. Elsa costruisce la sua narrazione a partire dalla domanda “Quali corpi hanno il diritto di difendersi?”. Secondo la sua analisi, le istituzioni occidentali attribuiscono la legittima difesa a quei corpi che rappresentano il potere cis etero patriarcale e al suprematismo bianco, mentre tutti gli altri corpi, le minoranze oppresse, non hanno diritto a difendersi. Come scrive Vita Ferrara in un testo che traduce e adatta Elsa Dorlin e Jules Gill-Peterson in A short history of trans misogyny: “Non si tratta solo di ostacolare direttamente l’azione delle minoranze, si tratta qui di portare alcuni soggetti ad annientarsi come soggetti, di eccitare la loro potenza di agire per meglio spingerli alla perdita di sé stessi. Rintracciare questo dispositivo, in particolare in situazione coloniale, permette di far emergere un’economia imperiale della violenza, che difende individui già legittimati da sempre a difendersi da soli. Questa economia mantiene la legittimità di certi soggetti a usare la forza fisica, gli conferisce un potere di conservazione e di auto-giustizia, gli rilascia permessi di uccidere.” Il desiderio che qui esprimiamo è quello di rivendicare le nostre esistenze attraverso le nostre pratiche di auto-difesa, e non attraverso le istituzioni che ci opprimono.
Attenzione, Superliquidator può indurre movimenti di autodifesa.
Credits
Un progetto di Sara Leghissa in conversazione con Vita Ferrara, a partire dai testi Difendersi di Elsa Dorlin (Fandango, 2020); A short history of trans misogyny di Jules Gill-Peterson (Verso, 2024) e dall’archivio “Self- Defense Archive”, curato da Federica Iannuzzi e Marta Veronese.
Alcuni contenuti sono tratti da conversazioni con persone transfemme, persone non binarie e donne cis, incontrate tra Essen e Madrid, a partire da domande sulla percezione del proprio corpo nello spazio pubblico. Altri sono tratti da un’inchiesta fatta con alcune persone migranti ospitate a Casa Don Gallo a Rimini, organizzazione nata in risposta all’emergenza abitativa. Altri ancora sono frutto delle nostre conversazioni.
Prodotto da Beniamino Marini e prodotto per lo spazio pubblico da Fondazione Lazzaretto. Disegno grafico Marzia Dalfini.
performance partecipata HACKERATA.
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This post was written by Federico








