UN’ORA SOLA TI VORREI più 23 minuti

Di Cristina Pancini


Per e con Il Lazzaretto, la Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta.
Con la collaborazione di Federico Primavera per le elaborazioni sonore.

La partecipazione è libera e aperta


Tra il Lazzaretto, la Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta ci sono pochi minuti a piedi. Un’ora sola ti vorrei, più 23 minuti, nasce dalla voglia di percorrerli, per farli incontrare.

I protagonisti dell’incontro sono gli anziani che abitano la Casa di Riposo, gli operatori che se ne prendono cura, chi si è preso e si prende cura della Casa Museo Boschi Di Stefano, chi ha fatto e fa altrettanto al Lazzaretto, un’artista, un giovane musicista e un gruppo di visitatori.

Tutti, ci muoveremo tra arte moderna e contemporanea  perché spalancano lo spazio e il tempo e ci insegnano a incontrarci. Ci accomoderemo per la necessità di stare insieme e per il desiderio di fare il Mondo e non solo di passarci. Ci prenderemo tempo per aver cura l’un l’altro, soprattutto se fragile, perché abbiamo bisogno di rivoluzioni delicate.

Un’ora sola ti vorrei, più 23 minuti nasce dalla ferma convinzione che le commistioni tra persone, differenti per età, origine e interessi siano una risorsa indispensabile per creare una società attenta, intelligente e sensibile.

È grazie a certi incontri che il mondo si riempie di possibilità.


N.B. A chi si avvicina al progetto, suggeriamo di rendersi disponibile a spostare i propri assi tanto quanto basta per permettere conoscenze inaspettate.

Il progetto si articola in quattro fasi: le prime tre, dedicate alla conoscenza e all’esperienza reciproca delle persone e dei luoghi coinvolti, saranno i preparativi che, per questo, chiameremo Farsi belliFrequentarsi e Farsi ancor più belli; la quarta e ultima, Un’ora sola ti vorrei, più 23 minuti, sarà un’apertura e una condivisione dell’esperienza con un pubblico.


Farsi belli
Dal Lazzaretto e dalla Casa Museo Boschi Di Stefano alla Casa di Riposo Don Leone Porta

Il primo appuntamento, ripetuto.
Da Marzo a Settembre 2019.

Ci siamo incontrati, per conoscerci.
Una volta al mese abbiamo (Cristina, Federico e Il Lazzaretto) fatto visita alla Casa di Riposo: abbiamo parlato di incontri, i più importanti della vita; ascoltato “quadri sonori” da cui, a volte delicate, altre dolorose, sono emerse immagini e ricordi; abbiamo guardato all’Arte Classica, Moderna e Contemporanea, per vedere come, in tempi tanto distanti, il tema dell’incontro abbia trovato forma, opere di artisti di cui qualcuno si è innamorato e qualcun altro si è indignato.

I primi di settembre è arrivata a farci visita una emozionata e emozionante Casa Museo Boschi Di Stefano. Ci ha raccontato la sua storia, preparandoci così, per andare a visitarla.

Tutta questa prima fase, ha avuto chiaro un obiettivo: quello di far sentire gli anziani liberi di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri.


Frequentarsi
Dalla Casa di Riposo Don Leone Porta alla Casa Museo Boschi Di Stefano

Frequentarsi per una settimana.
Settembre 2019.

Questa è stata la volta di quella che abbiamo vissuto come una vera e propria evasione.
Gli anziani, accompagnati dagli operatori geriatrici da Cristina e Federico, a turno, hanno fatto visita alla Casa Museo Boschi Di Stefano.
Pierluigi, Maria Bambina, Mirella, Luisa e Luciano, Arturo, Franca e Lidia.

Seguendo un programma di appuntamenti giornalieri, li abbiamo accompagnati uno ad uno a uscire dalla Casa di Riposo, a percorrere i pochi minuti a piedi e muoversi per le stanze del Museo.
Lì, abbiamo fatto strada senza troppo interferire, domandando loro di fermarsi di fronte alle opere che più gli “parlavano”. Abbiamo  chiesto loro di raccontarcele, cercando di non svelare molto, semmai, quando serviva, di stimolarli attraverso domande.
Abbiamo raccolto le loro parole, i racconti, le emozioni, li abbiamo registrati.


Continua…


Un’ora sola ti vorrei (1938), testo di Umberto Bertini e musica di Paola Marchetti.

Cantata da Fedora Mingarelli, venne ripresa successivamente dagli Showmen e da Ornella Vanoni. Fu censurata dal Fascismo per il verso: Un’ora sola ti vorrei/per dirti quello che non sai,

considerata “una frase sconveniente se pronunciata per strada sotto un ritratto del Duce”.

 

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Questo articolo è stato scritto da Federico Basile