La svegliatrice

Mary Smith di mestiere fa la svegliatrice.

Ogni giorno si alza alle tre del mattino e cammina in lungo e in largo per le strade di Londra.
Il suo compito è svegliare gli operai che devono essere in fabbrica in perfetto orario.
È un lavoro nuovo. Prima, quando si lavorava nei campi o in bottega, non c’era nessun cartellino da timbrare.
Viene pagata da ogni operaio sei penny alla settimana.

È il 1930, le sveglie sono ancora oggetti rari e costosi e Mary Smith assicura una sveglia precisa ed efficace usando una cerbottana con cui spara dei piselli sui vetri delle finestre.
Gli operai raccontano che Mary è maestra nell’arte del risveglio perché quella gragnola di piselli che rimbalzavano sul vetro ha un ritmo molto particolare. Non troppo invadente. Severo e musicale. Che ti fa alzare di buonumore.
L’accordo prevede che la svegliatrice non se ne vada dal marciapiede finché il dormiente non si affacci alla finestra per attestare l’avvenuto risveglio.

Dopo trent’anni di lavoro Mary Smith cede il suo posto, e la sua cerbottana, alla figlia Molly che lavora come svegliatrice fino a metà degli anni Settanta.

Si dice sia stata l’ultima svegliatrice di Londra.

Sfoglio il quaderno e riguardo i miei appunti, gli appunti di un anno di riflessioni sul tema del Mostruoso. È tempo di tirare le somme, di riguardare le idee che avevo, quali sono finite nelle newsletter che ho scritto mensilmente e che appunti sono ancora lì in attesa di trovare una collocazione o di cadere nell’oblio.
Quest’anno ho parlato di streghe, di Freud e il perturbante, di zombi, di draghi, di giganti, di monaci jainisti, di sistemi capitalistici che generano torpore, di chimere e infine di Olobionte, il mostro che contiene mostri, e ogni volta è stata un’immersione nella mia autobiografia ma anche l’occasione di indagare e approfondire studi, esperimenti, incrociare storie di altri.

Mi è piaciuto osservare le cose nel loro aspetto pubblico e riconosciuto ma allo stesso tempo al rovescio e sottosopra, attraverso un microscopio e contemporaneamente una lente d’ingrandimento.

Quello che ho scoperto è che mi interessa l’aspetto del Mostro che arriva a creare scompiglio, King Kong che cammina tra i grattacieli, il mostro che porta un’inquietudine imprevista nell’ordinarietà calma, ma a volte anche vuota, che può essere la vita.

Mi interessa il mostro capace di svegliarmi.

Ogni tanto mi torna in mente quella frase di John Lennon: la vita è quella cosa che passa mentre tu sei intento a fare altro.
Io cosa sono intenta a fare?
Passo la vita a distrarmi, a essere intorpidita dalle cose, dal cibo, dal vino, dal lavoro, dalla routine, dal telefonino, dall’infilata di cose da fare, dal pieno di pensieri.
Distrarmi, essere assopita, è più facile che stare sveglia.

Una parte di me sa che quel sonno è come un’anestesia, in cui io non ci sono e la mia vita passa di fianco a me.

Per quello penso con nostalgia a Mary Smith.
Mi immagino che si potrebbe rilanciare il lavoro della svegliatrice.
Ma non per andare al lavoro, non per essere produttivi ed efficienti.
Per svegliarsi dall’anestesia, per non essere intenti a fare altro, per dire: presente! Quando la vita scorre.

Io ho già preparato i miei sei penny.
E sto immaginando Mary Smith che cammina all’alba con la sua cerbottana; non vedo l’ora di essere svegliata dal rumore dei piselli che rimbalzano sul vetro della finestra.

Linda, svegliati…

Come una pioggia di sillabe che arriva al mio orecchio addormentato.
Un ticchettio irregolare.
Non troppo invadente.
Severo e musicale.
Che ti fa alzare di buonumore.


Testo scritto da Linda Ronzoni, direttrice di Il Lazzaretto
Immagine generata in dialogo con Intelligenza Artificiale

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This post was written by Federico

5 Comments

  • Federica

    Bellissimo articolo, grazie
    Anch’io vorrei talvolta essere svegliata da Mary Smith

  • Paula Carrara

    Ho lasciato da parte i 6 penny – la figura della svegliatrice mi sembra particolarmente necessaria ♥️

  • Vorrei, davvero, poter sentire il rumore dei piselli sul vetro e preparare la zuppa di cellulari. sempre bellissimi questi post.

  • Lisa

    Sembra difficilissimo svegliarsi da soli… Eppure non possiamo aspettare che lo faccia qualcua altro al nostro posto.

  • andrea vitullo

    tutti come la svegliatrice!! Rifletto da un po’ su tutte le sveglie di cui ci sarebbe quotidianamente un gran bisogno!!!
    ti adodro
    Ti adoriamo

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