Che da lontano sembrano mosche

Gli animali si dividono in: a) appartenenti all’imperatore, b) imbalsamati, c) addomesticati, d) maialini da latte, e) sirene, f) favolosi, g) cani in libertà, h) inclusi nella presente classificazione, i) che si agitano follemente, j) innumerevoli, k) disegnati con un pennello finissimo di peli di cammello, l) et cetera, m) che fanno l’amore, n) che da lontano sembrano mosche.

Nella prefazione del suo libro Le parole e le cose, del 1966, il filosofo francese Michel Foucault dichiarava di essere stato ispirato da questa classificazione di Borges: questo testo mi ha fatto ridere a lungo, non senza un certo malessere difficile da superare. Forse perché sulla sua scia spuntava il sospetto di un disordine peggiore che non l’incongruo e l’accostamento di ciò che non concorda; sarebbe il disordine che fa scintillare i frammenti di un gran numero di ordini possibili.

Foucault ci ricorda che i nostri principi di classificazione e di ordinamento del mondo, che ci appaiono scontati e naturali, in realtà non lo sono: si possono ipotizzare infiniti altri modi di organizzare gli oggetti della nostra esperienza, per esempio quello paradossale che Borges dichiara di aver trovato in una antica enciclopedia cinese.

Ogni epoca si dota di un sistema implicito di regole e codici che determina ciò che è pensabile, dicibile e visibile. In ogni periodo storico si definiscono le strutture profonde del sapere, che influenzano la nostra esperienza e il nostro modo di pensare.
Sapere e potere sono indistinguibili, l’esercizio del sapere genera sempre nuove forme di potere.
La produzione di conoscenza non è un atto innocuo e apolitico.

Sapere come forma di controllo, quindi, immaginazione come forza trasformativa, imprevedibile, che possiamo imprimere sulle cose?

Il mind wandering, o vagabondaggio mentale, è quel fenomeno psicologico caratterizzato da un’interruzione dell’attenzione verso un compito presente, con una conseguente deviazione verso pensieri non correlati, fantasie o memorie.
Finora, sono stati ben documentati soprattutto gli effetti negativi del mind wandering dando per scontato che, quando ci si distrae, si comprenda meno e si abbiano minori capacità di risolvere problemi o di pianificare azioni. Secondo le ricerche più recenti, tuttavia, divagare potrebbe persino favorire un apprendimento più profondo, sarebbe un’attività cerebrale con una funzione specifica e benefica.
Vagabondare con la mente stimola il pensiero divergente, le intuizioni, la soluzione di problemi ritenuti troppo complessi. Attiva specifiche aree del lobo frontale, in particolare dell’ippocampo, e ci permette di pianificare azioni e immaginare nuovi scenari futuri.
Ho stampato l’elenco degli animali di Borges e lo tengo appiccicato sul muro di fianco al computer.

Leggerlo mi ricorda la frase di Mancuse, diventata il motto delle rivoluzioni studentesche del Sessantotto: L’immaginazione al potere! So che sembra ormai una frase ingenua e anacronistica.
Eppure.
L’immaginazione come dispositivo per scardinare gli ordinamenti precostituiti del mondo, l’immaginazione per far scintillare tutti i disordini possibili.
Un piccolo brivido mi guizza sulle braccia. Pelle d’oca, e non ho freddo.

Vorrei essere catapultata, con una macchina del tempo, in mezzo a quei cortei che lottavano e sognavano un mondo più giusto, che credevano, dipingendo sugli striscioni la frase di Mancuse, che l’immaginazione fosse in grado di comprendere le cose nella loro potenzialità, una modalità anti-autoritaria che permettesse di superare il limite ricattatorio del passato, è sempre stato così, e permettesse di immaginare un futuro che stravolgesse il presente.
Vorrei poter respirare il futuro che si respirava in quei disordini.
Quand’è che è cominciato a mancarci il futuro?

Quale energia cinetica si è insinuata nei corpi di quelle ragazze, di quei ragazzi, e li ha fatti alzare dalla sedia, li ha fatti scendere i gradini di casa, li ha fatti ingolfare le piazze? Cos’è successo all’ippocampo di un’intera generazione?

Se viviamo in un sistema che ci vuole impotenti e spaventati come posso credere nel futuro come esercizio dell’immaginazione? Come posso allenare l’invisibile, muovermi sul terreno incerto dell’ipotetico come una vera liberazione?

 

Mentre organizzo una call di lavoro e compro gli integratori per la vitamina D, provo ad alzare lo sguardo.
Stare nell’ampio orizzonte dell’intuizione come un atto di ribellione felice.
Dimenticare il nome delle cose, come se fossero nuove, osservandole in maniera diretta ma allo stesso tempo al rovescio e sottosopra, nascosta dietro l’angolo e attraverso un buco della serratura.
Osservare le cose del mondo con un microscopio, una lente d’ingrandimento, uno specchio scheggiato, una sfera di cristallo.

Provare a credere alla mia mente errante, provare a imitare la risata, la lunga risata, di Foucault che legge la tassonomia di Borges.
Mi concentrerò soprattutto sugli animali che da lontano sembrano mosche e su quelli che si agitano follemente.

Soprattutto su quelli.


Testo scritto da Linda Ronzoni, direttrice di Il Lazzaretto
Gli editoriali del 2025 sono illustrati dall’artista visivo Andrea Q . In direzione del Festival, editoriale dopo editoriale, le sue opere offriranno sguardi intorno al binomio Potere-Piacere.
Per la newsletter di questo mese l’illustrazione di Andrea Q è: “Le tue offerte al mercato delle parti”.

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This post was written by Federico

2 Comments

  • Laura

    Mind wandering… A volte mi imbarazza, perché perdo dei pezzi di ciò che un conoscente mi sta raccontando.
    Nel corso di questa lettura ho pensato che facevo fatica a leggere e che devo fare la mia visita oculistica annuale; ho pensato “Com’è scritto bene questo pezzo, ma fra un po’ resteremo in pochi a non usare l’intelligenza artificiale”; poi ho sentito lo sgradevole odore del mio detersivo, che per fortuna sta finendo e… CAZZO IL DETERSIVO! ne devo comprare uno nuovo…
    Comunque alla fine ho capito il succo del discorso!

    • Linda Ronzoni

      Potremmo fare un campionato mondiale di ‘mente vagante’ ti assicuro che saremmo in tant* a partecipare 😉

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