La Peste è essere o non essere

È il 1948 Laurence Olivier è un attore teatrale già famosissimo, Hollywood lo corteggia da tempo e lui decide di diventare produttore, regista e attore protagonista di un film che farà incetta di Oscar e di premi internazionali.
Circa quarant’anni più tardi mentre il famoso attore britannico lasciava questo mondo, con all’attivo un rilevante numero di mogli, amanti, figli, onorificenze, premi e un incredibile numero di film, io e il mio amico Davide decidiamo di andare a vedere l’Amleto forse al cinema Ariosto, forse al Mexico; ci andiamo con la baldanza con cui a vent’anni affronti certi mattoni indigesti, con quella vitalità inscalfibile dalla noia, dall’angoscia, dal nichilismo di certi classici. Giusto un’ombra poi la vita chiama più forte. Dopo Brazil, Andrej Rublëv, Betty Blue è il turno dell’Amleto di Sir Olivier.

Morire, dormire…
nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine
al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali
di cui è erede la carne

Usciamo dopo due ore e mezza, intorpiditi, annichiliti, come ancora impantanati nella nebbia dei torrioni da cui appare il fantasma del padre di Amleto. Camminiamo, io commento: impegnativo eh tutto in versi ma bello, bello, non riesco a dire molto altro. Davide dice: bisognerebbe andare a puttane per compensare, riassumendo nel suo modo sarcastico e secco tutto il tono del film, eh sì, ora ci vorrebbe una roba veramente volgare, carnale, bassa, per compensare.
Qualche anno più tardi avrei letto gli studi di Freud, la sua teoria rispetto al personaggio di Amleto, un uomo che non può compiere la vendetta sullo zio che ha ucciso suo padre sposando poi sua madre, perché quell’uomo gli mostra attuati i suoi desideri infantili rimossi. Amleto è un isterico, un morboso, paralizzato dall’attività mentale fatta di auto-rimproveri, scrupoli di coscienza, in pieno complesso edipico. Avrei ripensato a quella roba di andare a puttane, di carne e di corpi e mi sarei detta che Laurence Olivier una sbirciata alla teoria di Freud doveva averla data.

Sono sempre stata attratta dai personaggi incasinati, dubbiosi, ironici, ipercerebrali, incastrati in qualche rimpianto, malinconia, svalutazione di sé. Prima era Paolino Paperino, poi Woody Allen che ho amato smisuratamente fino a che non si è sposato con la figlia adottiva, poi Nanni Moretti col suo mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Forse tutta gente come Amleto, con desideri infantili rimossi e un morboso impulso a sposare la propria madre.
I personaggi tutto istinto e gioia di vivere li ho sempre invidiati un sacco, ma poi non mi convincevano mai del tutto, se li guardavo bene così illuminati a giorno, senza ombre, senza chiaroscuri, dopo un po’ cominciavo a sentire puzza di bruciato. Jovanotti, Benigni, Topolino. Niente, loro non sono impantanati in nessuna nebbia, non vogliono uccidere il padre, non vogliono cambiare pianeta, la vita è bella, arrestano i nemici cattivi.

Con gli anni poi le cose cominciano a cambiare, tutta quell’energia vitale da opporre ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne lascia il posto a un bisogno di tenere il cuore più leggero. Oggi forse al terzo giorno in casa con Amleto che se la mena con essere o non essere andrei a fare un giro in bici con Jovanotti. Prenderei da parte Amleto e gli direi: Ehi senti principe di Danimarca che ne dici di staccare un po’? Ti presento un amico che potrebbe mettere in musica i tuoi versi, potrebbe essere una hit di successo per la prossima estate, To be or not to be, qualcosa di ballabile e leggero, che dici?

 

words © Linda Ronzoni
image © Shutterstock

Questo articolo è stato scritto da Matteo

2 commenti

  • Davide

    Staccare un po’, dormire, forse sognare…
    Se Jovanotti fosse occupato e decidessi proprio di farla finita e scavare nell’insostenibile leggerezza del cuore, senza nessun contegno sentimental-kitsch, ci rimane comunque la possibilità di ballare una mazurka estiva, Casadei-like. AH!
    Un tuo fortunato amico

  • Linda

    Davide sono pronta per la mazurka estiva!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *