La peste è una ciotola di maionese impazzita

È l’estate più calda di sempre, non piove da quattro mesi ma entro il 2050 Amsterdam e Venezia saranno totalmente sommerse. Ci sono 59 guerre in corso, in Italia è caduto il governo.

Mi sembra il momento giusto per proporre una ricetta per perdere la testa, perché mi sono fatta l’idea che ci sono momenti in cui è saggio perdere il controllo, infuriarsi senza misura, far saltare in aria tutto, mandare a carte quarantotto il sistema di certezze su cui è fondato il nostro vivere. Dare in escandescenze come si deve, toccare il fondo della propria follia per poi, speriamo, risvegliarci tutti rinsaviti.

 

Ricetta per perdere la testa*
Tempo di preparazione 5 giorni

Prendi mezzo chilo di inevitabile follia, aggiungici due cucchiai di pazza gioia, una mosca cieca, un giullare, una madre, anche mezza è sufficiente, una lepre marzolina, un circolo vizioso, il numero zero. Mischia svogliatamente fino ad ottenere un impasto vischioso e irresistibile che chiameremo: amore romantico.

Prendi questo impasto e aggiungici una piccola ape furibonda, della maionese già impazzita precedentemente, un minotauro non troppo grande, della psilocibina, del vetro tritato molto finemente, del sangue santo, 5 chili di libero arbitrio, 1 giorno da leone, 1 falsario, 1 eretico, 2 prostitute e 3 appestati, fauci di coccodrillo a piacere, 1 grammo di istinto primordiale, una bella campana stonata, una bussola rotta.

Mescolando in senso antiorario otterrai un impasto molto più denso del precedente che chiameremo: il vestito a toppe di Arlecchino, per via della superficie che potrebbe presentarsi a scaglie variegate.

Questo impasto va lasciato riposare per 3 giorni e 3 notti di luna crescente. Nel frattempo dipingiti la faccia di nero, indossa un vestito a righe e urla: non voglio! Non posso! Q.b.

Se ti ritrovi vittima di capogiri e vertigini non preoccuparti, continua a smarrirti, disantropocizza il caso, vola alto come un’aquila e cadi in basso come un pidocchio.

Ora il tuo impasto è pronto, fai delle sculture a forma di maccheroni, chiama a raccolta cento gatti.

Lascia l’impasto al sole a cuocere finché non abbia svelato i tratti essenziali del proprio carattere, lava i pavimenti, abbassa il ponte levatoio.

Infine prendi una forbice e ritaglia ogni singola parola di questa ricetta, mettile in un sacchetto e dagli fuoco.

Ecco fatto, non è stato difficile, è tutto così semplice, il resto è per i pazzi.

 

* Questa ricetta è per chef già con una certa esperienza. Si consiglia di non sostituire nessuno degli ingredienti e di rispettare i tempi di preparazione. Nessun animale è stato torturato durante la preparazione del piatto, nessuna persona si è fatta male in modo irreparabile.

Si ringrazia, per avere ispirato la ricetta: Raf, Tristan Tzara, Robert De Niro, David Lynch, Jack Nicholson, Alda Merini, Alice nel paese delle meraviglie, Alexander Lowen, Little Tony, Daniil Charms, Luigi Pirandello, Santa Teresa, Franco Basaglia, Patrizia Cavalli, Alejandro Jodorowsky, il Matto dei tarocchi, Arlecchino, Ofelia, Patty Pravo, Stendhal, Vincent van Gogh, Zhang Xu, il barone rampante, Franz Kafka, Anton Cechov, Michel Foucault, Yayoi Kusama, Paolo Nori, Dinfna, Oliver Sacks, Salvator Dalí, Don Chisciotte, Sigmund Freud, BoJack Horseman.


Bibliografia
Daniil Charms, Casi, Adelphi 2008
Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992), Einaudi 1992
Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, Feltrinelli 2013
www.illazzaretto.com/produzioni/libri/
Credits
image: © Urs Fischer
text: © Linda Ronzoni – Direttrice Creativa Il Lazzaretto

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Questo articolo è stato scritto da Federico Basile

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